Vite umane e sicurezza tecnologica, servono linee guida adeguate


Vite umane e sicurezza tecnologica, servono linee guida adeguate

di Lorenzo Leogrande *
Da molto tempo tutti coloro che si occupano di tecnologie biomediche e di apparecchiature elettromedicali, si stanno ponendo una domanda: viviamo in una situazione “sicura”, per quanto riguarda queste strumentazioni ad alta tecnologia, oppure l’evento grave e drammatico può nascondersi sempre dietro l’angolo con un carico di incertezze incontrollabili? È una domanda, in effetti, che non ci poniamo solo noi che ci occupiamo di healthcare, ma che assilla tutti quelli che hanno a che fare con tecnologie da cui dipendono vite umane e sicurezza.
È una questione che accomuna, ad esempio, chi si occupa di sanità, ma anche di trasporto aereo e di trasporto ferroviario. Come gestire reti e macchine complesse da cui dipendono quotidianamente migliaia e migliaia di esistenze? Quando, come e con quali parametri occorre verificare la perfetta funzionalità di tutta la tecnologia che ci sta intorno per permetterci una vita adeguata, semplice, soddisfacente, migliore? Le regole esistenti, le norme anche perfettamente applicate, i bandi, assicurano davvero sicurezza? I tagli ai budget (in sanità come negli altri settori) che incidenza hanno in termini di affidabilità dei servizi laddove questi incidono sulla stessa vita dei cittadini?
Per quanto riguarda la sanità nazionale, l’Associazione nazionale ingegneri clinici – una realtà che è fatta di specialisti a cui ogni giorno è richiesto di gestire, governare ed assicurare il funzionamento di milioni di apparati – si sta ponendo questo problema ormai da tempo. Le tecnologie aumentano, si innovano e si evolvono: abbiamo a che fare quotidianamente con sistemi robotizzati per chirurgia endoscopica, con acceleratori lineari, con sistemi Tac/Pet di ultima generazione, strumentazioni sempre più specifiche e reti sempre più interconnesse che portano con sé nuove performance e nuove speranze, ma anche nuove problematiche.
Alcune delle maggiori criticità del settore legate a queste riflessioni le abbiamo già poste sul tavolo di tutta la sanità italiana (e della politica sanitaria) alcuni mesi fa lanciando, insieme ad una importante serie di altre associazioni professionali in sanità, il “Manifesto per la Sicurezza del Paziente” (www.aiic.it/index.php/2017/12/28/manifesto ): espressione di nove punti irrinunciabili per fare chiarezza sulla gestione affidabile delle tecnologie per la salute, una questione che solo apparentemente riguarda gli aspetti di governo economico del sistema dell’innovazione tecnologica, ma che in realtà è requisito fondamentale per garantire ai cittadini italiani di potersi curare in completa sicurezza.
A circa un anno da quel Manifesto, oggi l’Aiic ha deciso di lanciare un evento specifico per entrare ancor più in profondità nel tema. Lo fa con un Meeting che si tiene a Napoli – “Sicurezza e tecnologie biomediche: Cosa rischiano i cittadini italiani in un contesto di scarsa manutenzione?”, 26 ottobre, Basilica di San Giovanni Maggiore – e nel quale si vuole puntare coraggiosamente ad un confronto interprofessionale: come gestiscono le criticità gli specialisti che ogni giorno si trovano ad avere a che fare con decine di voli aerei in partenza ed in arrivo? Come governano la sicurezza coloro che hanno da gestire migliaia di chilometri di ferrovie, su cui corrono treni ad alta velocità e treni per il lavoro locale? Come si preparano, quanto investono, dove risparmiano (se decidono di risparmiare) questi mondi? Ci siamo mossi da questa considerazione: viviamo problematiche simili, viste da punti di osservazione diversi: perché non unificare il tutto su un unico tavolo di confronto?
In poche parole: la nostra scelta è osservare le problematiche healthcare uscendo dal guscio. Il Servizio sanitario nazionale, che quest’anno compie 40 anni, è una conquista civile e sociale che tutti invidiano all’Italia, ma le sue criticità non possono più essere nascoste. E non stiamo parlando della pur terribile scure della riduzione degli investimenti, perché le minori risorse sono un problema visibile, ma di un problema non inferiore, cioè la consuetudine di chiudere gli occhi di fronte alla mancanza di sicurezza, argomento su cui troppo spesso si preferisce (colpevolmente) girare lo sguardo.
L’appuntamento che proponiamo a Napoli vuole diventare riferimento per noi professionisti, per tutti gli stakeholder del settore, soprattutto per i cittadini e le loro associazioni di rappresentanza, oltre che per le istituzioni locali e nazionali. Abbiamo l’obiettivo di contribuire al ripensamento e miglioramento del Ssn identificando le possibili soluzioni sulla base di esperienze positive già esistenti, dialogando ad ampio raggio, per favorire uno sguardo nuovo, che si arricchisca di nuove prospettive e proposte. Da questa attenzione riteniamo di poter generare – congiuntamente con tanti altri protagonisti – linee chiare per una soluzione consapevole e duratura delle problematiche più importanti.

* Presidente Associazione italiana ingegneri clinici

https://www.sanita24.ilsole24ore.com/print?uuid=AEPJQmUG&refresh_ce=1

MICHELA ROSTAN (VICEPRESIDENTE XII COMMISSIONE SANITA, CAMERA DEI DEPUTATI): RILANCIAMO LA SANITA’ DELLE COMPETENZE E DELLA SICUREZZA


MICHELA ROSTAN (VICEPRESIDENTE XII COMMISSIONE SANITA, CAMERA DEI DEPUTATI): RILANCIAMO LA SANITA’ DELLE COMPETENZE E DELLA SICUREZZA

SERVE UN PATTO TRA ISTITUZIONI E INGEGNERIA CLINICA PER GARANTIRE SICUREZZA E DIRITTI DEI CITTADINI

1° MEETING NAZIONALE SULLE CRITICITA’ DEL SSN

NAPOLI, BASILICA DI SAN GIOVANNI MAGGIORE

“Nel settore della manutenzione e sicurezza delle tecnologie per la salute il nostro Paese sconta un ritardo culturale enorme, con risposte organizzative non adeguate, livelli di obsolescenza preoccupanti e con un divario tra Nord e Sud davvero imbarazzante. È arrivato il momento di stringere un patto chiaro tra Istituzioni e ingegneri clinici per rilanciare la sanità delle competenze e della sicurezza”: è quanto affermato da Michela Rostan, vicepresidente della XII Commissione Sanità della Camera intervenendo a Napoli al Meeting dell’Associazione Nazionale Ingegneri Clinici (AIIC) dedicato alla sicurezza delle apparecchiature tecnologiche del Servizio Sanitario Nazionale.
“La sicurezza dei cittadini e dei pazienti, la tutela e la prevenzione sono attenzioni e valori che guidano la mia attività politica ed è per questo che ho voluto partecipare a questo Meeting AIIC”, ha detto l’onorevole Rostan di fronte ad oltre 300 esperti ed operatori, “E quando parlo di ‘patto istituzionale e professionale’ mi riferisco ad un percorso che preveda prima di tutto il riconoscimento alto della professionalità specifica, perché l’ingegnere clinico e biomedico deve diventare una risorsa strategica dal punto di vista della manutenzione e sviluppo delle tecnologie. Una risorsa che contribuisca al controllo delle apparecchiature elettromedicali, ma che sia anche parte integrante dell’erogazione dei Lea, ponendo barriere agli effetti negativi della spending review”
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Sicurezza e tecnologie biomediche: cosa rischiano i cittadini in un contesto di scarsa manutenzione?


Sicurezza e tecnologie biomediche: cosa rischiano i cittadini in un contesto di scarsa manutenzione?

Il 26 ottobre prossimo a Napoli il 1° Meeting nazionale sulle criticità del Ssn.

«Il Servizio Sanitario Nazionale, che quest’anno compie 40 anni, è una conquista civile e sociale riconosciuta a livello internazionale perché vede eccellenze professionali, organizzative, tecnologiche e scientifiche unirsi quotidianamente per assicurare cure di qualità a tutti i cittadini, nel rispetto dell’art.32 della Costituzione. Ma il Ssn vive purtroppo numerose criticità che non possono essere sottaciute: si tratta di problematiche sostanziali, di rischi e pericoli concreti per i cittadini e per gli operatori, di autentici ‘buchi neri’ su cui non è più possibile alcuna disattenzione. Qualcuno deve iniziare a prendere l’iniziativa, identificando i pericoli, proponendo e analizzando le soluzioni: l’Associazione Italiana Ingegneri Clinici (Aiic) oggi ha scelto di farsi carico di queste problematiche dando il via ad un nuovo evento annuale che abbiamo voluto definire Meeting Nazionale sulle Criticità del Ssn. Si tratta di un appuntamento che proponiamo come riferimento per noi professionisti, per tutti gli stakeholders del settore, soprattutto per i cittadini e le loro associazioni, oltre che per le istituzioni locali e nazionali»: il presidente Aiic Lorenzo Leogrande usa queste parole per lanciare il nuovo evento che gli ingegneri clinici italiani propongono nei prossimi giorni, simposio in una giornata che si aggiunge al già tradizionale Convegno annuale dell’Associazione che si tiene in primavera. Si tratta di un Meeting che come obiettivo vuole contribuire al ripensamento e miglioramento del Ssn analizzando le criticità – come dice il titolo stesso di questo nuovo format – e identificando possibili soluzioni sulla base di esperienze, dialogo, confronto, coinvolgendo anche voci “esterne” alla sanità stessa, per favorire lo sviluppo di uno sguardo nuovo, che arricchisca la riflessione di nuove prospettive e proposte. «La prima criticità identificata da Aiic per l’edizione 2018 del Meeting parte da questa considerazione», precisa Leogrande, «nella vita quotidiana la manutenzione di mezzi, strumenti e servizi non può essere demandata al caso od alla buona volontà. Come purtroppo il nostro Paese ha toccato con mano anche recentemente, l’assenza di manutenzione provoca danni irreparabili e di fronte a questi è inutile cercare di governare le problematiche solo dopo gli accadimenti. In sanità, con l’estendersi sempre più vasto delle tecnologie healthcare ed elettromedicali, la necessità di avere chiari i riferimenti di sicurezza dei pazienti, diventa oggi imprescindibile. Per questo, quindi, il primo appuntamento con il Meeting Nazionale Aiic si concentrerà proprio sul tema Sicurezza e tecnologie biomediche: Cosa rischiano i cittadini italiani in un contesto di scarsa manutenzione?». La scelta di Aiic è precisa: focalizzare l’attenzione sul tema della manutenzione delle apparecchiature elettromedicali, tema quanto mai attuale in un momento in cui cittadini ed istituzioni pongono un’attenzione molto più consapevole che nel passato delle conseguenze di una mancanza di controllo e corretta gestione della “cosa pubblica”. Il Meeting – il cui programma è stato sviluppato dal Direttivo Aiic e dai referenti regionali dell’Associazione per la Campania, Gianluca Giaconia e Tommaso Cerciello – prevede quattro diverse sessioni: “Contro tutti i rischi: manuteniamo l’Italia”; “Dalla manutenzione burocratica alla manutenzione reale”; “Il controllo e monitoraggio dei contratti di manutenzione”; “Best Practice Manutentive”. Come già indicato, il Meeting vuole mettere a confronto sui temi della sicurezza esperti riconosciuti provenienti da settori diversi da quello healthcare, come Giuseppe Daniele Carrabba (Ente Nazionale per l’aviazione civile Enac), e Giovanni Caruso (Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie Ansf), con gli operatori Aiic e con alcuni tra i nomi di massimo riferimento del mondo clinico, tra cui Fernando Chiumiento (Siaarti), Carmelo Privitera (Presidente Sirm), oltre a Michele Gelormini (Tribunale per i diritti del malato della Campania) e Fabio Faltoni (Presidente Servizi e Telemedicina Assobiomedica). Sessioni agili, stile efficace, obiettivi chiari: il Meeting nasce con l’obiettivo di esprimere alcuni temi e valori da presentare alle istituzioni come proposte Aiic per una sicurezza effettiva anche nell’ambito manutentivo delle tecnologie per la salute. Porteranno i loro saluti istituzionali al Meeting Aiic l’onorevole Michela Rostan (Vicepresidente XII Commissione della Camera “Sanità e Affari Sociali”) e Stefano Graziano (Presidente Commissione Sanità e Sicurezza Sociale del Consiglio Regionale Campania).

http://www.panoramasanita.it/2018/10/22/sicurezza-e-tecnologie-biomediche-cosa-rischiano-i-cittadini-in-un-contesto-di-scarsa-manutenzione/

Ingegneri biomedici e clinici al Parlamento Europeo per il futuro delle tecnologie biomediche


Ingegneri biomedici e clinici al Parlamento Europeo per il futuro delle tecnologie biomediche

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Si è tenuto a Bruxelles presso il Parlamento Europeo l’incontro del European Parliament Interest Group (Epig) sull’ingegneria biomedica, un intergruppo di parlamentari europei che hanno ascoltato i principali esperti del settore delle tecnologie medicali per raccoglierne istanze, suggerimenti, proposte. Erano presenti i parlamentari Nicola Caputo, Neena Gill, Cecile Kyenge, Davor Skrlec e Marjiana Petir, mentre l’italiana Lara Comi ha inviato un videomessaggio di sostegno all’iniziativa. Non è potuto essere presente Lojze Peterle, convinto sostenitore delle attività. Durante il meeting, dopo l’introduzione di Nicola Caputo che ha espresso l’estremo interesse ed il sostegno di Epig ai temi proposti, il gruppo di esperti intervenuti all’incontro, coordinati da Leandro Pecchia (professore dell’Università di Warwick), ha espresso le posizioni dei più autorevoli enti e associazioni del settore: dall’International Federation for Medical and Biological Engineering Ifmbe con il suo presidente Shankar Krishnan ed il vicepresidente Ratko Magjarevic, all’European Alliance for Medical and Biological Engineering & Science (Eambes) con il presidente Panayiotis Kyriacou, da MedTech Europe (l’associazione che raggruppa le industrie del settore medicale in Europa) rappresentata dalla responsabile delle relazioni esterne Tanja Valentin, all’Organizzazione Mondiale della Sanità che era presente con la direttrice dell’ufficio Dispositivi Medici, Adriana Velazquez intervenuta in videoconferenza da Ginevra. Tra gli esperti presenti anche gli italiani Stefano Bergamasco (Vicepresidente dell’Associazione italiani ingegneri clinici-Aiic e secretary della Clinical Engineering Division di Ifmbe) ed Ernesto Iadanza, chairman della Hta Division di Ifmbe. “La discussione tra esperti, istituzioni e politici europei ha fatto emergere – riferisce l’Aiic –  alcuni temi chiave per una più efficace azione continentale nel settore strategico delle tecnologie biomediche, spaziando dagli aspetti regolatori all’assegnazione dei contributi per le attività di ricerca e sviluppo. Tra questi temi è stata sottolineata la necessità di riconoscere in modo esplicito le figure dell’ingegnere biomedico e clinico nell’insieme delle professioni codificate a livello europeo, passaggio ancora non pienamente compiuto e che si affianca all’analoga iniziativa attualmente in corso presso l’International Labour Organization. Fondamentale anche la creazione di un panel specifico sull’ingegneria biomedica per i programmi europei di ricerca, ed il coinvolgimento dei bioingegneri nella preparazione del programma Horizon Europe. Dal punto di vista regolatorio si è discusso dei prossimi passaggi necessari per la piena implementazione del nuovo Regolamento sui Dispositivi Medici e l’armonizzazione delle regolamentazioni tra Europa ed Africa, necessaria per favorire scambi commerciali e iniziative congiunte tra i paesi dei due continenti. Una dettagliata relazione dei temi discussi verrà ora sottoposta al Parlamento Europeo, attraverso il sostegno dei parlamentari di Epig, ed alla Commissione Europea, presente all’incontro con Bernd Rainer, componente della Direzione generale per la Ricerca. Dopo il meeting di Bruxelles, la dimensione europea si conferma, quindi, fondamentale per la promozione ed il sostegno ad un settore strategico per la salute e la sicurezza dei cittadini, per la crescita economica dei paesi del Vecchio Continente, e per il riconoscimento delle figure professionali che nei vari ambiti, dall’università agli ospedali, dalle aziende ai centri di ricerca, si occupano delle tecnologie biomediche in Europa”.

http://www.panoramasanita.it/2018/10/12/ingegneri-biomedici-e-clinici-al-parlamento-europeo-per-il-futuro-delle-tecnologie-biomediche/

Ingegneria clinica in sanità. Paesi del Mediterraneo a confronto


Ingegneria clinica in sanità. Paesi del Mediterraneo a confronto

13 SET – Esperti e rappresentanti istituzionali di diversi Governi d’Europa si sono confrontati al Forum Mediterraneo in Sanità nel workshop a cura di AIIC, sul ruolo dell’Ingegneria clinica nella sanità odierna soprattutto per quanto attiene alla possibilità di incidere nel suo cambiamento e nella sua modernizzazione.

Mai come oggi i temi e le riflessioni che riguardano il settore dell’ingegneria clinica e biomedica stanno travalicando i confini, per assicurare competenze condivise anche in situazioni professionali e operative trans-nazionali differenziate. Al tavolo Josè Domingo Sanmartin (in rappresentanza della Societad Espanola de Electronico y Ingenieria Clinico SEEIC; Hospital Universitario Virgen del Rocio, Siviglia), Christophe Parret (Association Française des ingénieurs biomédicaux – AFIB), Mario Medvedec (Croatian Biomedical Engineering and Medical Physics Society, CROBEMPS), Almir Badnjevic (Bosnia and Herzegovina Medical and Biological Engineering Society, DMBIUBIH), Dusan Perovic (Clinical Centre of Montenegro), Ledina Picari (Albania – Ministero della Salute), Nicolas Pallikarakis (Hellenic Society of Biomedical Technology, ELEVIT).
“All’interno di questo Forum– ha dichiarato Lorenzo Leogrande, presidente AIIC – il nostro auspicio è quello di lanciare da Bari una consuetudine di incontro autorevole tra Paesi e professionisti del Mediterraneo, istituzionalizzarlo anche per i prossimi anni, creando già oggi un documento condiviso che delinei principi comuni all’ingegneria clinica e biomedica e che faccia circolare a livello istituzionale e mediatico i valori e le problematiche che la nostra professione vuole esprimere”.

“Il problema della risorse per il mantenimento della qualità dei servizi in sanità ed assicurare l’innovazione tecnologica ci accomuna tutti – ha dichiaratoChristopher Parret responsabile del servizio di ingegneria clinica dell’Ospedale di Grenoble e membro del direttivo dell’AFIB – . Trovare il modo per condividere le migliori esperienze, per cercare di comprendere come sviluppare al meglio i nostri servizi di ingegneria clinica è un obiettivo che tutti auspichiamo. Inoltre il confronto sul nuovo regolamento europeo sui medical device è qualcosa che ci può unire da subito, per garantire un’implementazione equilibrata e coerente in tutti i Paesi europei”.

http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?approfondimento_id=11523

Ingegneria clinica: Lanciato da Bari il primo statement professionale del mediterraneo


Ingegneria clinica: Lanciato da Bari il primo statement professionale del mediterraneo

delegazione europea aiic

Tre temi condivisi tra otto Nazioni: codifica della professione, nuovo regolamento europeo medical device, nomenclatura dei dispositivi.

Otto delegazioni provenienti dai Paesi europei che si affacciamo sul Mediterraneo hanno animato il workshop “Il ruolo dell’Ingegneria clinica nella Sanità che cambia. Confronto con i Paesi del Mediterraneo” simposio che ha coinvolto ingegneri clinici e biomedici all’interno del Forum del Mediterraneo in Sanità in corso di svolgimento a Bari. Erano presenti Francia, Spagna, Grecia, Croazia, Albania, Montenegro, Bosnia Erzegovina, oltre all’Italia (rappresentata al tavolo dei relatori da Paolo Lago e Stefano Bergamasco, membri AIIC), al lavoro con un obiettivo che Lorenzo Leogrande (presidente AIIC) ha così sintetizzato aprendo il confronto: «Il nostro auspicio è quello di lanciare da Bari una consuetudine di incontro autorevole tra Paesi e professionisti del Mediterraneo, istituzionalizzarlo con puntualità nei prossimi anni, creando documenti condivisi in grado di delineare principi comuni e che siano in grado di far circolare e posizionare a livello istituzionale e mediatico i valori e le problematiche che la nostra professione vuole esprimere». Coerenti con questa “visione di network”, gli interventi dei delegati internazionali hanno presentato storia, condizioni operative, numeri, caratteristiche e valori delle esperienze di ingegneria clinica nei vari Paesi europei, in una ovvia differenziazione di esperienze che vanno dalla giovanissima realtà Bosniaca (la società degli ingegneri clinici ha pochi anni di vita), alla lunga tradizione dell’ingegneria clinica francese. In ogni caso le problematiche professionali comuni non mancano: proprio Christopher Parret (responsabile del servizio di ingegneria clinica dell’Ospedale di Grenoble e membro del direttivo dell’AFIB), ha osservato che nel tempo presente «il problema della risorse per il mantenimento della qualità dei servizi in sanità ed assicurare l’innovazione tecnologica ci accomuna tutti, senza distinzione geografica e territoriale. Trovare il modo per condividere le migliori esperienze, per cercare di comprendere come sviluppare al meglio i nostri servizi di ingegneria clinica è un obiettivo che tutti auspichiamo». A queste osservazioni si è collegato Nicolas Pallikarakis (Hellenic Society of Biomedical Technology, ELEVIT), che ha suggerito che «il confronto sul Nuovo Regolamento Europeo sui medical device è qualcosa che ci può unire da subito, e quindi può essere terreno di rapida collaborazione internazionale, per garantire un’implementazione equilibrata e coerente delle nuove regole in tutti i Paesi europei». Al termine dei lavori le delegazioni presenti hanno concordato su alcuni punti di lavoro e discussione, argomenti condivisi e concordati che diventeranno nelle prossime settimane uno statement europeo distribuito nei paesi partecipanti (all’interno dei Ministeri della Salute, delle direzioni generali, delle ingegnerie cliniche) e sarà soprattutto consegnato alla Direzione Dispositivi medici dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO).

I tre temi condivisi dalle delegazioni a Bari (che verranno ora definiti ed ampliati) sono i seguenti:

– 1 – L’ingegneria clinica è una professione chiave per la sicurezza dei pazienti ed il contenimento dei costi in sanità. Si auspica pertanto che l’iniziativa in corso presso l’International Labour Organization, volta all’inserimento dell’ingegneria clinica nell’elenco delle professioni internazionalmente codificate, giunga ad una conclusione positiva. Questo è anche supportato da una recente survey mondiale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che ha rilevato in oltre 800.000 il numero di ingegneri biomedici e clinici che operano a livello mondiale

– 2 – Vi è una forte necessità di uniformare a livello mondiale la codifica e la nomenclatura dei dispositivi medici. Le delegazioni riunite a Bari intendono fornire un forte appoggio al progetto di definizione di un sistema di codifica e nomenclatura universale promosso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

– 3 – I nuovi Regolamenti europei sui Dispositivi medici e sui Dispositivi medico diagnostici in vitro sono una grande opportunità per migliorare ed uniformare su scala europea le regole sulla sicurezza dei dispositivi. Al termine del workshop di Bari si auspica che alla scadenza del 2020 (piena entrata in vigore del regolamento sui DM) tutti i tasselli ancora mancanti (es. definizione di alcune specifiche tecniche, adozione di una codifica europea dei dispositivi medici, piena attivazione della banca dati Eudamed, etc.) siano definiti con chiarezza per non svuotare di significato alcuni passaggi importanti del regolamento lasciando nell’incertezza applicativa gli operatori del settore.

«Questi punti di lavoro condivisi durante il Forum – ha commentato Stefano Bergamasco concludendo il workshop – saranno nei prossimi tempi sviluppati all’interno di un lavoro analitico tra i board delle delegazioni presenti, al fine anche di incrementare le collaborazioni tra le associazioni di ingegneri clinici dei diversi Paesi europei, condividendo dati, best practice e storie di successo». L’incontro di Bari, si è concluso dando appuntamento a tutti gli operatori dell’ingegneria clinica e biomedica al prossimo Clinical Engineering Day, evento internazionale della professione che si terrà – in forma digitale e a distanza – il prossimo 21 ottobre, con il coinvolgimento di oltre 40 associazioni professionali disseminate nei cinque continenti, dalla Cina agli USA, dal Brasile all’Australia.

http://www.panoramasanita.it/2018/09/14/ingegneria-clinica-lanciato-da-bari-il-primo-statement-professionale-del-mediterraneo/#lightbox/0/

AIIC e l’Ingegneria clinica internazionale: da Bari un messaggio di sinergia tra i paesi del Mediterraneo


AIIC e l’Ingegneria clinica internazionale: da Bari un messaggio di sinergia tra i paesi del Mediterraneo

BARI – Come far dialogare sistemi innovativi e avanzati anche nella differenza delle situazioni territoriali? Come generare conoscenze comuni nell’ambito della sanità digitale? Come assicurare ai Servizi Sanitari nazionali tecnologie efficienti e servizi sicuri e di qualità? Mai come oggi i temi e le riflessioni che riguardano il settore dell’ingegneria clinica e biomedica stanno travalicando i confini, per assicurare competenze condivise anche in situazioni professionali e operative trans-nazionali differenziate. Per questo da alcuni anni l’Associazione Italiana Ingegneri Clinici – AIIC sta sviluppando una presenza internazionale che ha l’obiettivo di stimolare i colleghi di tutto il mondo ad una convergenza su temi, criticità e valori in tempi in cui le innovazioni tecnologiche stanno trasformando e trainando la sanità mondiale.

Per dar seguito a questa visione strategica l’AIIC propone all’interno del Forum del Mediterraneo in Sanità il workshop “Il ruolo dell’Ingegneria clinica nella Sanità che cambia. Confronto con i Paesi del Mediterraneo” (13 settembre, ore 14,30-18,30; Fiera del Levante, Bari) simposio che coinvolge ingegneri clinici ed esperti di politiche sanitarie di tutta l’area Mediterranea, con il contributo di alcuni ospiti provenienti dagli USA.

Saranno presenti al tavolo dei relatori una importante serie di esperti: Josè Domingo Sanmartin (in rappresentanza della Societad Espanola de Electronico y Ingenieria Clinico SEEIC; Hospital Universitario Virgen del Rocio, Siviglia), Christophe Parret (Association Française des ingénieurs biomédicaux – AFIB), Mario Medvedec (Croatian Biomedical Engineering and Medical Physics Society, CROBEMPS), Almir Badnjevic (Bosnia and Herzegovina Medical and Biological Engineering Society, DMBIUBIH), Dusan Perovic (Clinical Centre of Montenegro), Ledina Picari (Albania – Ministero della Salute), Nicolas Pallikarakis (Hellenic Society of Biomedical Technology, ELEVIT).

L’AIIC sarà rappresentata a Bari da Lorenzo Leogrande (presidente AIIC), dal chairman Stefano Bergamasco (vice presidente AIIC e membro della Clinical Engineering Division dell’IFMBE) e da Paolo Lago (past-president AIIC).

Obiettivo del workshop: confrontare a livello internazionale lo stato di salute di una professione sempre più nevralgica nei fatti, ma non sempre correttamente valutata dalle istituzioni e dai “centri di governo” delle strategie sanitarie, siano esse messe in opera a Parigi o ad Atene. Sul tavolo della discussione ci saranno inoltre il Nuovo Regolamento Europeo per i Medical Devices (745/2017) e per i dispositivi in vitro – IVD (746/2017), il mondo della sanità digitale e delle app mediche, la formazione professionale in un settore in costante trasformazione ed il dialogo con i paesi mediterranei non-europei.

“La messa in comune dei valori e delle problematiche”, sottolinea Lorenzo Leogrande introducendo i lavori del simposio, “è il primo obiettivo dell’evento e parte dalla considerazione che in tutti i Paesi la professione dell’ingegnere clinico è profilo che garantisce i cittadini sulla sicurezza delle apparecchiature biomediche, ma che al tempo stesso indirizza i sistemi sanitari verso le scelte ed acquisizioni di nuove tecnologie. Sappiamo d’altra parte che il riconoscimento professionale avviene nei vari Paesi ancora a macchia di leopardo: non sempre i colleghi hanno la possibilità di operare in situazioni ben strutturate e gerarchicamente equilibrate. Per questo lanceremo da Bari un messaggio per esprimere la necessità di unificare competenze e responsabilità, ma anche chiedendo garanzie e certezze sul posizionamento organizzativo dei rappresentanti della nostra professione”.

https://www.giornaledipuglia.com/2018/09/aiic-e-lingegneria-clinica.html

Forum Mediterraneo in sanità. Aiic e ingegneria clinica internazionale: da Bari parte messaggio di sinergia tra Paesi del Mediterraneo


Forum Mediterraneo in sanità. Aiic e ingegneria clinica internazionale: da Bari parte messaggio di sinergia tra Paesi del Mediterraneo

In occasione del Forum, il prossimo 13 settembre, l’Aiic propone un workshop che coinvolgerà ingegneri clinici ed esperti di politiche sanitarie di tutta l’area Mediterranea, con il contributo di alcuni ospiti provenienti dagli Usa. Il presidente Aiic Lorenzo Leogrande: “Lanceremo un messaggio per esprimere la necessità di unificare competenze e responsabilità, chiedendo garanzie e certezze sul posizionamento organizzativo dei rappresentanti della nostra professione”

11 SET – Come far dialogare sistemi innovativi e avanzati anche nella differenza delle situazioni territoriali? Come generare conoscenze comuni nell’ambito della sanità digitale? Come assicurare ai Servizi Sanitari nazionali tecnologie efficienti e servizi sicuri e di qualità? Mai come oggi i temi e le riflessioni che riguardano il settore dell’ingegneria clinica e biomedica stanno travalicando i confini, per assicurare competenze condivise anche in situazioni professionali e operative trans-nazionali differenziate. Per questo da alcuni anni l’Associazione Italiana Ingegneri Clinici – Aiic sta sviluppando una presenza internazionale che ha l’obiettivo di stimolare i colleghi di tutto il mondo ad una convergenza su temi, criticità e valori in tempi in cui le innovazioni tecnologiche stanno trasformando e trainando la sanità mondiale.

Per dar seguito a questa visione strategica l’AIIC propone all’interno del Forum del Mediterraneo in Sanità il workshop “Il ruolo dell’Ingegneria clinica nella Sanità che cambia. Confronto con i Paesi del Mediterraneo” (13 settembre, ore 14,30-18,30; Fiera del Levante, Bari) simposio che coinvolge ingegneri clinici ed esperti di politiche sanitarie di tutta l’area Mediterranea, con il contributo di alcuni ospiti provenienti dagli USA.

Saranno presenti al tavolo dei relatori una importante serie di esperti: Josè Domingo Sanmartin (in rappresentanza della Societad Espanola de Electronico y Ingenieria Clinico SEEIC; Hospital Universitario Virgen del Rocio, Siviglia), Christophe Parret (Association Française des ingénieurs biomédicaux – AFIB), Mario Medvedec (Croatian Biomedical Engineering and Medical Physics Society, CROBEMPS), Almir Badnjevic (Bosnia and Herzegovina Medical and Biological Engineering Society, DMBIUBIH), Dusan Perovic (Clinical Centre of Montenegro), Ledina Picari (Albania – Ministero della Salute), Nicolas Pallikarakis (Hellenic Society of Biomedical Technology, ELEVIT).

L’Aiic sarà rappresentata a Bari da Lorenzo Leogrande(presidente Aiic), dal chairman Stefano Bergamasco (vice presidente Aiic e membro della Clinical Engineering Division dell’IFMBE) e da Paolo Lago (past-president Aiic).

Obiettivo del workshop: confrontare a livello internazionale lo stato di salute di una professione sempre più nevralgica nei fatti, ma non sempre correttamente valutata dalle istituzioni e dai “centri di governo” delle strategie sanitarie, siano esse messe in opera a Parigi o ad Atene. Sul tavolo della discussione ci saranno inoltre il Nuovo Regolamento Europeo per i Medical Devices (745/2017) e per i dispositivi in vitro – IVD (746/2017), il mondo della sanità digitale e delle app mediche, la formazione professionale in un settore in costante trasformazione ed il dialogo con i paesi mediterranei non-europei.

“La messa in comune dei valori e delle problematiche – sottolinea Lorenzo Leogrande introducendo i lavori del simposio – è il primo obiettivo dell’evento e parte dalla considerazione che in tutti i Paesi la professione dell’ingegnere clinico è profilo che garantisce i cittadini sulla sicurezza delle apparecchiature biomediche, ma che al tempo stesso indirizza i sistemi sanitari verso le scelte ed acquisizioni di nuove tecnologie. Sappiamo d’altra parte che il riconoscimento professionale avviene nei vari Paesi ancora a macchia di leopardo: non sempre i colleghi hanno la possibilità di operare in situazioni ben strutturate e gerarchicamente equilibrate. Per questo lanceremo da Bari un messaggio per esprimere la necessità di unificare competenze e responsabilità, ma anche chiedendo garanzie e certezze sul posizionamento organizzativo dei rappresentanti della nostra professione”.

http://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=65388

Ingegneria clinica. L’italiano Stefano Bergamasco eletto segretario della Clinical Engineering Division


Ingegneria clinica. L’italiano Stefano Bergamasco eletto segretario della Clinical Engineering Division

Un successo per l’ingegneria clinica italiana: Stefano Bergamasco viene eletto nuovo secretary dell’organismo internazionale Ced. A un altro italiano, Leandro Pecchia, il ruolo di tesoriere, mentre era già membro Paolo Lago. Un buon viatico verso il Congresso internazionale di ingegneria clinica Icehtmc, la cui terza edizione si terrà nell’ottobre 2019 a Roma

11 GIU – A due mesi dalla chiusura del Convegno nazionale dell’Associazione Italiana Ingegneri Clinici (Aiic) – già ricco di partecipazioni di esperti da molti Paesi, dagli Usa all’Iran – gli ingegneri clinici italiani raccolgono un prestigioso riconoscimento al termine del congresso dell’International Union for Physical and Engineering Sciences in Medicine (Iupesm) appena concluso a Praga.

Il vicepresidente dell’Aiic (nonchè direttore del Centro Studi dell’Associazione), Stefano Bergamasco, è infatti stato eletto secretary della Ced (Clinical Engineering Division), organismo che all’interno dell’International Federation for Medical and Biological Engineering riunisce le attività internazionali in tema di ingegneria clinica, raccogliendo da tutto il mondo le migliori esperienze ed i più autorevoli professionisti del settore delle tecnologie biomediche.

Per assumere questa prestigiosa carica, Bergamasco ha raccolto il consenso dagli oltre 100 delegati con disponibilità di voto in rappresentanza dei più di 50 Paesi presenti all’evento: la sua nomina assume particolare rilievo in quanto è proprio la Ced il soggetto promotore del Congresso internazionale di ingegneria clinica Icehtmc, la cui terza edizione si terrà nell’ottobre 2019 in Italia a Roma (dopo le precedenti edizioni biennali che si sono svolte in Cina e Brasile), in concomitanza del Global Clinical Engineering day che viene celebrato il 21 ottobre di ogni anno.
“Questa elezione è un momento molto importante in vista dell’appuntamento di Roma 2019 – ha commentato a caldo Stefano Bergamasco -, evento che vede ora la macchina organizzativa mettersi in piena attività. Noi sappiamo che l’appuntamento romano sarà il momento per eccellenza in cui si incontreranno e si confronteranno tutti gli esperti di tecnologie biomediche, di innovazione avanzata nell’healthcare, di gestione sicura di processi sanitari ad alta digitalizzazione ed automazione. In pratica Roma sarà il palcoscenico verso cui guarderanno tutte gli organismi ed agenzie internazionali per comprendere, insieme ai professionisti di settore, quale sarà il futuro dei sistemi per la salute: sarà nostra cura sviluppare i lavori e i contenuti con la massima attenzione, volendo dar vita così all’appuntamento per eccellenza, nevralgico e distintivo, per tutti coloro che seguono la rivoluzione tecnologico-digitale dei sistemi sanitari”.

Tra i nuovi membri eletti nella Ced- organismo di cui è già membro Paolo Lago, ingegnere clinico di Pavia, past-president dell’Aiic – va registrato anche l’italiano Leandro Pecchia, cui è stato affidato il delicato ruolo di tesoriere. Nell’altro organismo dell’ingegneria internazionale, la divisione Hta, è stato inoltre eletto un altro ingegnere del nostro Paese, Ernesto Iadanza, a completare il posizionamento importante dell’Aiic sullo scenario internazionale.

“Si conferma il ruolo di primo piano dell’ingegneria clinica italiana nel panorama della professione – conclude il presidente dell’Aiic, Lorenzo Leogrande, presente ai lavori ed alle votazioni di Praga -, con Aiic che assume sempre di più un ruolo protagonista sia nella riflessione internazionale sulle tecnologie per la salute, che anche nel percorso ideativo e organizzativo verso l’evento di Roma. Un appuntamento a cui l’Associazione darà il massimo impegno, anche attraverso il coinvolgimento istituzionale dei massimi esponenti della sanità italiana”.

http://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=62712

Leogrande (Aiic) presenta l’ingegneria clinica italiana agli esperti americani


Leogrande (Aiic) presenta l’ingegneria clinica italiana agli esperti americani

Successo del Manifesto Aiic per la sicurezza.

Oltre tremila professionisti e ricercatori dell’ambito biomedico, rappresentanti dell’Organizzazione mondiale della sanità e di istituzioni nazionali e sovranazionali, docenti universitari e componenti di società scientifiche hanno dato vita a Long Beach all’evento annuale della Association for the Advancement of Medical Instrumentation (Aami), una organizzazione nonprofit fondata nel 1967 negli USA per stimolare e governare lo sviluppo delle tecnologie healthcare nel rispetto della sicurezza dei pazienti e dell’efficacia delle implementazioni tecnologiche nei servizi sanitari. L’evento, quest’anno focalizzato su cybersecurity e risk management delle tecnologie sanitarie, ha visto – tra gli oltre 50 relatori che hanno animato il meeting, durato dal 1 al 4 giugno – l’intervento di Lorenzo Leogrande, presidente dell’Associazione Italiana Ingegneri Clinici, che ha presentato in sessione plenaria l’esperienza dell’ingegneria clinica nel nostro Paese di fronte ad una platea internazionale di esperti di settore, con rappresentanti dagli Usa alla Cina, dal Sudafrica all’Australia. Presentando le caratteristiche peculiari dell’ingegneria clinica italiana, Leogrande ha sottolineato «la capacità di Aiic di dialogare sia con le università, che i soggetti pubblici, sia con il mondo della ricerca che con l’imprenditoria e le aziende private», generando così un’attenzione alle tecnologie healthcare che non vive di compartimenti stagni, ma che genera «un effetto di sistema che rilascia processi ad alta tecnologia e modelli di cura utili al paziente». Presentando all’interno del suo intervento a Long Beach il “Manifesto per la Sicurezza dei Pazienti e per l’equilibrato governo delle tecnologie biomediche” – documento in 9 punti lanciato lo scorso autunno dall’Aiic e firmato da 18 società scientifiche ed associazioni professionali italiane – Leogrande ha ricordato come l’ingegneria clinica italiana non interpreti il suo ruolo solamente nei confini delle competenze tecniche di un soggetto professionale, ma anche «assumendo la dimensione e la responsabilità di una realtà in grado di richiamare tutto il Ssn a valori e a obiettivi irrinunciabili quali la sicurezza delle cure in un’epoca di forte trasformazione tecnologica». “L’intervento di Lorenzo Leogrande” sottolinea l’Associazione “ha suscitato profondo e specifico interesse nella platea Aami, visto che l’esperienza italiana degli ingegneri clinici si sta affermando come una delle più avanzate in ambito internazionale; ed Inoltre è stata avanzata la richiesta di trasformare il Manifesto Aiic in un documento di riferimento internazionale”. «La prospettiva in cui si è collocata la nostra partecipazione all’Aami – è il commento del presidente dell’Aiic – è stata senza dubbio quella di farci conoscere meglio, anche per preparare il terreno dell’evento di Roma 2019, convegno internazionale dell’ingegneria clinica, che si terrà nella nostra capitale alla fine di ottobre del prossimo anno. Gli attestati di stima che abbiamo ricevuto e le richieste di immediata collaborazione che abbiamo ricevuto, ci fanno credere che nel prossimo biennio tutto il settore dell’innovazione tecnologica in sanità guarderà all’Italia come ad un Paese di riferimento».

http://www.panoramasanita.it/2018/06/04/leogrande-aiic-presenta-lingegneria-clinica-italiana-agli-esperti-americani/