Gli ingegneri biomedici premiano il CNI


Gli ingegneri biomedici premiano il CNI

Il Consiglio Nazionale Ingegneri, rappresentato dal Presidente Armando Zambrano, ha ricevuto il “Premio AIIC per il buon governo delle tecnologie in sanità” per l’impegno svolto nella condivisione e nell’affermazione dei valori dell’Associazione Italiana Ingegneri Clinici. Il premio è stato consegnato dal Presidente AIIC Lorenzo Leogrande nel corso del convegno “Tecnologie, accessibilità, esiti: l’ingegneria clinica per una sanità di valore”, tenutosi a Catanzaro dal 16 al 18 maggio scorsi.

“Sei anni fa – ha dichiarato Armando Zambrano – il CNI ha deciso di fare propria l’istanza degli ingegneri attivi nel settore della sanità che spingevano per un loro riconoscimento. In questi anni siamo riusciti a portare avanti l’idea che l’ingegnere clinico ha una sua specificità. Non a caso la legge Lorenzin prevede l’istituzione di un elenco, presso il CNI, degli ingegneri biomedici e clinici certificati. In questo senso, il premio dell’AIIC è il riconoscimento al lavoro svolto in questi anni dal Consiglio Nazionale”.

“Questo premio al CNI – ha detto Lorenzo Leogrande – arriva dopo anni di stretta collaborazione con AIIC e ne rappresenta un importante riconoscimento. Ormai il lavoro congiunto che si sviluppa attraverso iniziative comuni e sinergie avviene con cadenza quotidiana. Tra l’altro abbiamo partecipato assieme a diverse audizioni alla Camera e al Senato, finalizzate al riconoscimento e alla valorizzazione dell’ingegnere clinico e biomedico. Un percorso culminato nel ddl Lorenzin”.

“Oggi gli ingegneri che sono attivi in ambito sanitario svolgono un ruolo determinante – ha commentato Angelo Valsecchi, Consigliere Segretario del CNI e referente per l’ingegneria biomedica -. Controllano e gestiscono molti aspetti che chiamano in causa componenti ad altissima tecnologia. In questo senso, il riconoscimento del loro ruolo non era più procrastinabile. Un passo in avanti era stato già fatto nel 2013, quando una circolare del Ministero ha imposto che all’interno dei comitati di bioetica fossero inseriti anche gli ingegneri biomedici o clinici”.

https://www.fondazionecni.it/primo-piano/3296-gli-ingegneri-biomedici-premiano-il-cni

Premio Htc: precisazione Aiic e sostegno ad una collaborazione multidisciplinare


Premio Htc: precisazione Aiic e sostegno ad una collaborazione multidisciplinare

Per il secondo anno consecutivo l’Aiic (Associazione Italiana Ingegneri Clinici) ha istituito all’interno del proprio Convegno Nazionale (tenuto quest’anno a Catanzaro) l’Health Technology Challenge, un “sfida” proposta per offrire visibilità professionale e comunicativa a esperienze/progetti innovativi incentrati sul vasto mondo delle tecnologie applicate alla sanità ed ai sistemi di cura. L’obiettivo del Challenge è quello di intercettare iniziative virtuose di interesse clinico-tecnologico, e nello stesso tempo renderle fruibili ad un pubblico esteso, fatto non necessariamente di addetti ai lavori, con il chiaro intento di raggiungere il più alto numero di persone. L’Associazione fa presente infatti “che oltre alle giurie tecniche di ciascuna categoria (health technology assessment, risk management, health technology management, etc..), il premio vincitore dell’intero Challenge viene selezionato anche grazie ai voti che arrivano da una votazione online. Per sua stessa genesi quindi, il premio finale del Challenge non ha la pretesa di comparazione o di superamento delle metriche delle riviste indicizzate, semmai ha l’obiettivo di coniugare innovatività e rilevanza sociale. Il premio per l’Htc 2019 è andato ad un progetto di due colleghe di Napoli, “Valutazione di un protocollo per la verifica delle funzionalità di un sistema di riduzione della dose installato su tomografi assiali computerizzati”. Il progetto – selezionato come vincitore da una doppia Giuria, tecnica e online – è risultato rilevante proprio perché effettua la valutazione di una caratteristica di un prodotto che incide certamente sulla qualità del singolo esame, ma che ormai ha una rilevanza sociale, ovvero i rischi connessi alle radiazioni ionizzanti. Tale tipologia di valutazioni è un’attività – precisa l’Aiic – che gli ingegneri clinici effettuano sistematicamente sulle migliaia di apparecchiature presenti nelle strutture sanitarie (elettrobisturi, monitor multiparametrici, ventilatori per anestesia, robot chirurgici, ecc). L’Associazione ha condiviso con i media il Premio Htc indicando in un Comunicato Stampa che “nel loro progetto le due colleghe hanno verificato l’efficacia di un protocollo”, sottolineando “l’importanza dell’aggiornamento delle tecnologie esistenti per migliorare le prestazioni degli strumenti radiologici nell’ottica di assicurare al paziente prestazioni più accurate e minimizzando i rischi possibili derivanti dall’esposizione a radiazioni ionizzanti”. Per illustrare e precisare il senso del Premio, Aiic è stata invitata (21.5.2019, ore 11,30) in diretta su SKY-Canale 100: in quella sede informativa Aiic è ritornata sul tema, specificando che le due colleghe non hanno “inventato” un algoritmo di riduzione della dose, bensì hanno valutato l’efficacia di un protocollo di verifica di tale funzionalità; nell’occasione sia il presidente Leogrande sia l’ing. D’Antò, rispettivamente in collegamento da Roma e da Napoli, non solo hanno sottolineato la necessità e l’importanza di verificare le caratteristiche e le prestazioni delle tecnologie che vengono introdotte negli ospedali (a tutela dei pazienti e a garanzia della sostenibilità dei sistema sanitario nazionale), ma hanno esplicitato che in presenza di apparecchiature che utilizzano radiazioni ionizzanti tali verifiche vengono effettuate da team multidisciplinari che prevedono anche Medici Radiologi e Fisici Sanitari. Il Presidente Leogrande ha ribadito in chiusura di collegamento – conclude l’Aiic – la rilevanza che all’interno degli ospedali rivestono figure professionali non cliniche, che sovente svolgono un ruolo importantissimo, ma che non sempre sono note a pazienti e cittadini”.

http://www.panoramasanita.it/2019/05/23/premio-htc-precisazione-aiic-e-sostegno-ad-una-collaborazione-multidisciplinare/

Si è chiuso il XIX convegno nazionale AIIC: grande presenza di studenti di ingegneria biomedica


Si è chiuso il XIX convegno nazionale Aiic: grande presenza di studenti di ingegneria biomedica

Ed ora appuntamento a Roma (21-22 ottobre) con il 3° Congresso Internazionale dell’Ingegneria Clinica.

Si è concluso a Catanzaro il XIX Convegno Nazionale dell’Associazione Italiana Ingegneri Clinici. Tre giorni di lavori intensi, di sessioni plenarie e parallele, di confronti con le politiche sanitarie, con il mondo dell’università e dell’industria. «È stato un Convegno di portata eccezionale – è il commento che Lorenzo Leogrande, presidente Aiic, ha offerto al termine dell’evento, – sia perché abbiamo raggiunto il risultato di approfondire il tema del valore delle tecnologie in sanità insieme ad alcuni tra i massimi esperti della sanità italiana, sia perchè abbiamo creato una forte relazione tra l’ingegneria clinica e la realtà calabrese, che si è confermata viva e dinamica, anche negli aspetti di ricerca universitaria e di coinvolgimento degli studenti che sognano di avere un futuro nell’ingegneria biomedica e clinica». I numeri del 19* evento nazionale sono importanti: i partecipanti al Convegno Aiic sono stati infatti circa 2000 tra iscritti al Convegno, relatori, studenti (oltre 300), operatori ed aziende. Il programma del contenuti è stato altrettanto importante: «Abbiamo proposto a Catanzaro un corpo poderoso di contenuti, con 166 ore di attività formative, tra corsi, seminari, sessioni scientifiche e eventi», ha ricordato il presidente del Comitato Scientifico, Giovanni Poggialini, «ben sapendo che i messaggi lanciati si rivolgevano sia a colleghi già ben inseriti nella professione, che a giovani che stanno terminando oggi il loro percorso formativo». Il Convegno Aiic si è concluso con una Sessione internazionale nella quale è stato lanciato il 3* Congresso mondiale dell’Ingegneria Clinica, che si terrà a Roma dal 21 al 22 ottobre e che richiamerà in Italia oltre 1000 esperti del settore da tutto il mondo. «Sarà un evento – ha detto Stefano Bergamasco (vicepresidente Aiic e chairman dell’evento internazionale), – che permetterà di mettere a fuoco e condividere il ruolo che la nostra professione svolge all’interno dei profondi cambiamenti tecnologici e organizzativi che stanno rivoluzionando il mondo dell’assistenza sanitaria».

http://www.panoramasanita.it/2019/05/20/si-e-chiuso-il-xix-convegno-nazionale-aiic-grande-presenza-di-studenti-di-ingegneria-biomedica/

TECNOLOGIE INNOVATIVE: PREMIATO DA AIIC UN PROGETTO DI VALUTAZIONE DELLA RIDUZIONE DELLE RADIAZIONI PER MAGGIOR SICUREZZA DEI PAZIENTI


COMUNICATO STAMPA
AIIC nr. 12.2019

TECNOLOGIE INNOVATIVE: PREMIATO DA AIIC UN PROGETTO DI VALUTAZIONE DELLA RIDUZIONE DELLE RADIAZIONI PER MAGGIOR SICUREZZA DEI PAZIENTI

A due ingegnere cliniche di Napoli l’HT Challenge 2019. Hanno superato la concorrenza di 162 team

Sono due giovani ingegnere campane le vincitrici del Primo premio assoluto dell’Health technology challenge (Htc). Il premio, giunto alla seconda edizione, è stato consegnato nella serata finale del XIX Congresso dell’Associazione nazionale degli ingegneri clinici (AIIC) che si è svolto a Catanzaro dal 16 al 18 maggio. Emozionate e felici, le due ingegnere di Napoli, Michela D’Antò, della Fondazione G. Pascale e Federica Caracò, dell’Università degli studi Federico II, hanno ottenuto il massimo punteggio della giuria tecnica e popolare con il progetto “Valutazione di un protocollo per la verifica delle funzionalità di un sistema di riduzione della dose installato su tomografi assiali computerizzati”.

Nel loro progetto le due colleghe hanno verificato l’efficacia di un protocollo per poter garantire una buona qualità di immagini da una Tac, esame comune soprattutto nei pazienti oncologici, con maggior sicurezza e minor invasività per i pazienti, riducendo del 40-60% la dose di radiazioni. “Tali risultati”, hanno affermato le vincitrici, “dimostrano l’importanza dell’aggiornamento delle tecnologie esistenti per migliorare le prestazioni degli strumenti radiologici nell’ottica di assicurare al paziente prestazioni più accurate e minimizzando i rischi possibili derivanti dall’esposizione a radiazioni ionizzanti”.

L’Health Technology Challenge (HTC) è un’iniziativa con cui AIIC dà spazio alla presentazione di esperienze e soluzioni innovative per i tanti piccoli e grandi problemi della sanità che ancora sembrano insormontabili, attraverso il coinvolgimento di tutti gli attori del sistema sanitario e l’utilizzo delle tecnologie intese nella loro accezione più ampia.

Il premio indipendente istituito nel 2018 ha registrato, nella seconda edizione, l’arrivo di 162 progetti da tutta Italia. “Un numero che rappresenta una significativa conferma per la nostra iniziativa”, è il commento di Lorenzo Leogrande, presidente AIIC. “Crediamo che la necessità di condividere e confrontare i tanti progetti esistenti ed emergenti nel mondo dell’innovazione tecnologica healthcare sia una valore per tutto il Sistema sanitario, soprattutto quando queste proposte sono frutto della collaborazione tra i nostri ingegneri clinici e biomedici, il mondo della ricerca universitaria e le tante start up che sono una miniera di intuizioni concrete che rispondono a problematiche reali”.

Ampia la partecipazione all’HTC da tutta Italia: “La Calabria, terra che ha ospitato il convegno Aiic 2019, con 24 lavori è la regione da cui è arrivato il più alto numero di progetti”, spiegano Giovanni Poggialini e Giulio Iachetti, presidenti del comitato scientifico del convegno. “Sono poi da registrare – tra le regioni più proattive – 20 lavori giunti dalla Campania, 19 dal Piemonte, 18 dalla Lombardia, 15 dal Lazio, 13 dal Friuli”. Le tre categorie che hanno ricevuto più progetti sono state: “Sviluppo di tecnologie e dispositivi per la salute” (35), “Health operations” (28) e “Health technology assessment” (27). È risultata forte la presenza di progetti con soluzioni con dispositivi indossabili (wearable), di realtà aumentata, robotica e meccatronica e di interfaccia uomo-macchina, di tele-riabilitazione su piattaforma mobile, di uso dell’intelligenza artificiale nel contesto sanitario, di gestione della cybersicurity e della privacy nelle apparecchiature elettromedicali.

 

L’Associazioni italiana degli ingegneri clinici a convegno: ecco le tecnologie per un maggiore valore


L’Associazioni italiana degli ingegneri clinici a convegno: ecco le tecnologie per un maggiore valore

Dal 16 al 18 maggio si apre a Catanzaro il XIX Convegno nazionale AIIC. A tema del loro evento annuale gli ingegneri clinici hanno voluto mettere ‘Tecnologie, accessibilità, esiti: l’ingegneria clinica per una sanità di valore‘ (Università degli Studi Magna Graecia, Catanzaro-Germaneto).

“Un titolo che intende mettere a fuoco il significato del valore della sanità italiana- ha voluto precisare il presidente AIIC, Lorenzo Leogrande– una scelta effettuata per garantire uno sguardo trasversale sulla qualità dell’innovazione tecnologica, sull’universalità delle prestazioni, e sull’importanza di porre attenzione sugli effetti output delle prestazioni”.

Il Convegno Nazionale AIIC è oramai diventato uno dei principali appuntamenti congressuali nel panorama sanitario italiano, “perchè capace di approfondire i principali temi della salute“, conclude Leogrande, “mettendoli in relazione con gli ambiti tecnologici e gestionali della sanità, dalla gestione e manutenzione delle tecnologie biomediche alla gestione dei rischio, dall’informatica sanitaria al project and operation management”.

http://www.dire.it/convegno-nazionale-aiic/

162 progetti per l’Health Technology Challenge


162 progetti per l’Health Technology Challenge

Grande partecipazione di ingegneri clinici e biomedici, centri di ricerca universitari e start up per la seconda edizione del premio Aiic. Premiazione a Catanzaro nell’ambito del XIX Convegno Nazionale (16-18 maggio).

Sono 162 i progetti pervenuti presso la segreteria organizzativa della Seconda edizione dell’Health Technology Challenge (Htc). Il premio indipendente lanciato dall’Associazione Italiana Ingegneri Clinici (Aiic) per raccogliere progetti, esperienze e soluzioni in grado di contribuire ad affrontare in modo innovativo e concreto i problemi della sanità, ha così chiuso il suo periodo di “adesioni” registrando un significativo successo di partecipazioni. «Il numero dei progetti pervenuti presso la segreteria del Challenge rappresenta anche quest’anno un lusinghiero successo per la nostra iniziativa», è il commento offerto da Lorenzo Leogrande, Presidente dell’Aiic, «Crediamo che la necessità di condividere e confrontare i tanti progetti esistenti ed emergenti nel mondo dell’innovazione tecnologica healthcare sia un valore per tutto il Sistema sanitario, soprattutto quando queste proposte sono frutto della collaborazione tra i nostri ingegneri clinici e biomedici, il mondo della ricerca universitaria e le tante start up che rappresentano una miniera di intuizioni concrete e rispondenti a problematiche reali». Il Challenge 2019 – tra i protagonisti dell’agenda del XIX Convegno Nazionale Aiic, che si svolgerà dal 16 al 18 maggio prossimo a Catanzaro sul tema “Tecnologie, accessibilità, esiti: l’ingegneria clinica per una sanità di valore” – era suddiviso in otto categorie al cui interno sono stati ripartiti i progetti pervenuti: Health Technology Assessment; Gestione delle tecnologie biomediche; Ict ed informatica medica; Health Operations/Project Management; Gestione del rischio clinico; Sviluppo di tecnologie e dispositivi per la salute; Progettazione funzionale; Assistenza domiciliare e Tecnologie per il territorio. La categoria che ha ricevuto il maggior numero di proposte progettuali è stata quella dedicata allo “Sviluppo di tecnologie e dispositivi per la salute”, che ha visto pervenire 35 progetti, seguita da Health Operations (28) e Health Tecnology Assessment (27). I lavori pervenuti presso l’Aiic verranno valutati nelle prossime settimane secondo tre criteri di valutazione: robustezza della stesura, chiarezza espositiva e rigore metodologico; originalità e innovatività; applicabilità alle strutture sanitarie ed esportabilità al contesto. Anche quest’anno la Giuria Htc è presieduta da Marcella Marletta (Direttore generale dispositivi medici e servizio Farmaceutico del Ministero della Salute) e vede la partecipazione di esperti di settore tra cui Pietro Derrico (Presidente Sihta), Marco Marchetti (Iss), Fabio Faltoni (Confindustria Dispositivi Medici), Francesco Gabbrielli (Direttore del Centro Nazionale per la Telemedicina e Nuove Tecnologie Assistenziali, Iss), Giuliano Pozza (Presidente Aisis Associazione Italiana Sistemi Informativi in Sanità), Fernanda Gellona (Direttore Generale Confindustria Dispositivi Medici) e Simona Serao Creazzola (Presidente Sifo). I migliori progetti per ogni categoria saranno premiati durante la cena di Gala del Convegno di Catanzaro, ma già durante l’agenda del simposio è prevista una giornata – venerdì 17 maggio – di presentazione dei lavori pervenuti. Lo scorso anno il Primo premio assoluto era andato al progetto “Cybersecurity, reti IT-medicali e dispositivi medici: calcolo di un indice per la valutazione dei rischi”, uno studio che esprimeva un metodo per rilevare e identificare le vulnerabilità di un dato clinico. Il lavoro era stato presentato dal Servizio di Ingegneria Clinica dell’Ospedale Irccs materno-infantile “Burlo Garofolo” di Trieste.

http://www.panoramasanita.it/2019/04/15/162-progetti-per-lhealth-tecnology-challenge/

Leogrande (Aiic): Nascita di Confindustria Dispositivi Medici è grande segnale a tutto il settore delle tecnologie healthcare


Leogrande (Aiic): Nascita di Confindustria Dispositivi Medici è grande segnale a tutto il settore delle tecnologie healthcare

Il presidente dell’Associazione Italiana Ingegneri Clinici: «Siamo in presenza di un settore che deve contare sempre di più, che deve avere più forza dal punto di vista rappresentativo, comunicativo e di impatto sociale».

ROMA, 29 Marzo 2019 – «Riteniamo che la nascita di Confindustria Dispositivi Medici sia un passo di enorme di lungimiranza e responsabilità, con il quale il mondo industriale pone la giusta attenzione verso uno dei settori più innovativi del paese», lo ha affermato Lorenzo Leogrande, presidente dell’Associazione Italiana Ingegneri Clinici al termine dell’evento milanese in cui è stata presentata la neonata federazione industriale. «Siamo in presenza di un settore che deve contare sempre di più, che deve avere più forza dal punto di vista rappresentativo, comunicativo e di impatto sociale: la scelta di Confindustria si inserisce in un vento nuovo che si respira intorno all’attuale evoluzione tecnologica per quanto riguarda le ricadute nell’ambito della salute delle persone». Per gli ingegneri clinici e biomedici la nascita della nuova Federazione è un «grande segnale verso tutto il mondo delle tecnologie healthcare, un messaggio che noi come operatori vogliamo cogliere immediatamente perché il nuovo soggetto può favorire una piattaforma positiva di collaborazione tra le vere eccellenze del settore, siano essi i professionisti, i responsabili della programmazione sanitaria, i dirigenti sanitari oppure i produttori, visto che tutti siamo chiamati a governare e gestire il mondo delle tecnologie avanzate e dei dispositivi medici in un continuum ospedale-territorio-domicilio di nuova concezione, partendo dalla considerazione che tutto questo rappresenta una straordinaria opportunità e non solo un costo». «Sanità digitale, robotica, intelligenza artificiale, servizi interconnessi, app mediche, sicurezza delle apparecchiature – ha concluso Leogrande – su tutte queste tecnologie per la salute e per il benessere delle persone, gli ingegneri clinici italiani sono attivi e protagonisti da anni e siamo certi che il dialogo tra la nostra professione e quella che il presidente Boggetti ha definito la nuova casa comune di tutte le imprese di settore sarà immediato e costruttivo». A Massimiliano Boggetti, neo presidente di Confindustria Dispositivi Medici, Fernanda Gellona (direttore generale) ed ai vicepresidenti Angelo Gaiani, Daniela Delledonne, Marco Ruini, Franco Gaudino, Paolo Cirmi, Gin Invernizzi, Mirella Bistocchi, l’Aiic ha voluto inviare il proprio augurio di buon lavoro, dando a tutti loro appuntamento al Convegno Nazionale dell’Associazione che si terrà a Catanzaro dal 16 al 18 maggio.

http://www.panoramasanita.it/2019/03/29/leogrande-aiic-nascita-di-confindustria-dispositivi-medici-e-grande-segnale-a-tutto-il-settore-delle-tecnologie-healthcare/

CATANZARO SEDE DEL 19° CONVEGNO NAZIONALE AIIC


CATANZARO SEDE DEL 19° CONVEGNO NAZIONALE AIIC

Tecnologie, accessibilità, esiti:  l’ingegneria clinica per una sanità di valore

Leogrande: abbiamo scelto una realtà calabrese in crescita dinamica per dare un segnale forte sul “Sud che si muove”

XIX Convegno Nazionale AIIC
www.convegnonazionaleaiic.it

 

ROMA, 29 GENNAIO 2019 – Il 19° Convegno Nazionale dell’Associazione Italiana Ingegneri Clinici (AIIC) si terrà in Calabria, dal 16 al 18 maggio 2019 ed avrà come titolo “Tecnologie, accessibilità, esiti: l’ingegneria clinica per una sanità di valore” (Università degli Studi Magna Graecia, Catanzaro).  L’annuncio è stato dato a seguito di un incontro istituzionale tra il Direttivo Nazionale AIIC, l’assessore regionale vicario Franco Rossi, il delegato per la sanità del presidente della Regione Calabria, Franco Pacenza, ed il rettore dell’Università degli studi Magna Graecia di Catanzaro, Giovanbattista De Sarro.

“Annunciamo il nostro Convegno annuale e vogliamo illustrare una scelta doppiamente importante che abbiamo compiuto”, ha precisato Lorenzo Leogrande, presidente AIIC, “da un lato abbiamo infatti voluto sintetizzare nel tema del Convegno una serie di argomenti imprescindibili della nostra attività attuale come associazione e come professionisti impegnati nella sanità; dall’altro abbiamo scelto una location forse inusuale per un grande evento nazionale, proprio per richiamare l’attenzione sul ‘Sud che si muove’ e su un centro di vita accademica, sanitaria e tecnologica attivo e particolarmente dinamico. La Calabria è per noi una sfida ma siamo sicuri di replicare il trend che l’evento rappresenta ormai da tempo e al quale lo scorso anno si sono iscritti oltre 1.500 delegati, a cui si sono aggiunti oltre 500 tra relatori e ospiti e che ha raccolto oltre 140 progetti innovativi confluiti nella prima edizione dell’Health Technology Challenge”.

All’incontro presso la Regione Calabria – a cui erano presenti anche i quattro presidenti del Convegno Nazionale: Giovanni Poggialini, Giulio Iachetti, Carmelo Minniti e Aldo Mauro – l’ assessore Rossi ha portato i saluti del presidente Oliverio ed ha messo in risalto l’impegno della Giunta “per creare l’opportunità di una nuova narrazione per Calabria attraverso azioni che mirano alla qualità della vita delle persone”. “Siamo disponibili ed interessati – ha affermato Franco Pacenza plaudendo alla scelta di AIIC di portare in Calabria il suo evento nazionale – ad impegnarci in ogni tipo di competizione che ci dia la possibilità di innovare per migliorare la sanità della nostra regione. Lavoriamo per sprovincializzare i processi puntando sulle nuove tecnologie con l’obiettivo di realizzare una migliore ed equa accessibilità ai servizi con esiti che avviino ad una sanità migliore”.

Ufficio Stampa
Walter Gatti
349.5480909
waltergatti59@gmail.com
Gli aggiornamenti sul programma sono pubblicati sul sito:
www.convegnonazionaleaiic.it

sede università catanzaro 4 leogrande e pacenza 1 direttivo AIIC catanzaro 1

Vite umane e sicurezza tecnologica, servono linee guida adeguate


Vite umane e sicurezza tecnologica, servono linee guida adeguate

di Lorenzo Leogrande *
Da molto tempo tutti coloro che si occupano di tecnologie biomediche e di apparecchiature elettromedicali, si stanno ponendo una domanda: viviamo in una situazione “sicura”, per quanto riguarda queste strumentazioni ad alta tecnologia, oppure l’evento grave e drammatico può nascondersi sempre dietro l’angolo con un carico di incertezze incontrollabili? È una domanda, in effetti, che non ci poniamo solo noi che ci occupiamo di healthcare, ma che assilla tutti quelli che hanno a che fare con tecnologie da cui dipendono vite umane e sicurezza.
È una questione che accomuna, ad esempio, chi si occupa di sanità, ma anche di trasporto aereo e di trasporto ferroviario. Come gestire reti e macchine complesse da cui dipendono quotidianamente migliaia e migliaia di esistenze? Quando, come e con quali parametri occorre verificare la perfetta funzionalità di tutta la tecnologia che ci sta intorno per permetterci una vita adeguata, semplice, soddisfacente, migliore? Le regole esistenti, le norme anche perfettamente applicate, i bandi, assicurano davvero sicurezza? I tagli ai budget (in sanità come negli altri settori) che incidenza hanno in termini di affidabilità dei servizi laddove questi incidono sulla stessa vita dei cittadini?
Per quanto riguarda la sanità nazionale, l’Associazione nazionale ingegneri clinici – una realtà che è fatta di specialisti a cui ogni giorno è richiesto di gestire, governare ed assicurare il funzionamento di milioni di apparati – si sta ponendo questo problema ormai da tempo. Le tecnologie aumentano, si innovano e si evolvono: abbiamo a che fare quotidianamente con sistemi robotizzati per chirurgia endoscopica, con acceleratori lineari, con sistemi Tac/Pet di ultima generazione, strumentazioni sempre più specifiche e reti sempre più interconnesse che portano con sé nuove performance e nuove speranze, ma anche nuove problematiche.
Alcune delle maggiori criticità del settore legate a queste riflessioni le abbiamo già poste sul tavolo di tutta la sanità italiana (e della politica sanitaria) alcuni mesi fa lanciando, insieme ad una importante serie di altre associazioni professionali in sanità, il “Manifesto per la Sicurezza del Paziente” (www.aiic.it/index.php/2017/12/28/manifesto ): espressione di nove punti irrinunciabili per fare chiarezza sulla gestione affidabile delle tecnologie per la salute, una questione che solo apparentemente riguarda gli aspetti di governo economico del sistema dell’innovazione tecnologica, ma che in realtà è requisito fondamentale per garantire ai cittadini italiani di potersi curare in completa sicurezza.
A circa un anno da quel Manifesto, oggi l’Aiic ha deciso di lanciare un evento specifico per entrare ancor più in profondità nel tema. Lo fa con un Meeting che si tiene a Napoli – “Sicurezza e tecnologie biomediche: Cosa rischiano i cittadini italiani in un contesto di scarsa manutenzione?”, 26 ottobre, Basilica di San Giovanni Maggiore – e nel quale si vuole puntare coraggiosamente ad un confronto interprofessionale: come gestiscono le criticità gli specialisti che ogni giorno si trovano ad avere a che fare con decine di voli aerei in partenza ed in arrivo? Come governano la sicurezza coloro che hanno da gestire migliaia di chilometri di ferrovie, su cui corrono treni ad alta velocità e treni per il lavoro locale? Come si preparano, quanto investono, dove risparmiano (se decidono di risparmiare) questi mondi? Ci siamo mossi da questa considerazione: viviamo problematiche simili, viste da punti di osservazione diversi: perché non unificare il tutto su un unico tavolo di confronto?
In poche parole: la nostra scelta è osservare le problematiche healthcare uscendo dal guscio. Il Servizio sanitario nazionale, che quest’anno compie 40 anni, è una conquista civile e sociale che tutti invidiano all’Italia, ma le sue criticità non possono più essere nascoste. E non stiamo parlando della pur terribile scure della riduzione degli investimenti, perché le minori risorse sono un problema visibile, ma di un problema non inferiore, cioè la consuetudine di chiudere gli occhi di fronte alla mancanza di sicurezza, argomento su cui troppo spesso si preferisce (colpevolmente) girare lo sguardo.
L’appuntamento che proponiamo a Napoli vuole diventare riferimento per noi professionisti, per tutti gli stakeholder del settore, soprattutto per i cittadini e le loro associazioni di rappresentanza, oltre che per le istituzioni locali e nazionali. Abbiamo l’obiettivo di contribuire al ripensamento e miglioramento del Ssn identificando le possibili soluzioni sulla base di esperienze positive già esistenti, dialogando ad ampio raggio, per favorire uno sguardo nuovo, che si arricchisca di nuove prospettive e proposte. Da questa attenzione riteniamo di poter generare – congiuntamente con tanti altri protagonisti – linee chiare per una soluzione consapevole e duratura delle problematiche più importanti.

* Presidente Associazione italiana ingegneri clinici

https://www.sanita24.ilsole24ore.com/print?uuid=AEPJQmUG&refresh_ce=1

MICHELA ROSTAN (VICEPRESIDENTE XII COMMISSIONE SANITA, CAMERA DEI DEPUTATI): RILANCIAMO LA SANITA’ DELLE COMPETENZE E DELLA SICUREZZA


MICHELA ROSTAN (VICEPRESIDENTE XII COMMISSIONE SANITA, CAMERA DEI DEPUTATI): RILANCIAMO LA SANITA’ DELLE COMPETENZE E DELLA SICUREZZA

SERVE UN PATTO TRA ISTITUZIONI E INGEGNERIA CLINICA PER GARANTIRE SICUREZZA E DIRITTI DEI CITTADINI

1° MEETING NAZIONALE SULLE CRITICITA’ DEL SSN

NAPOLI, BASILICA DI SAN GIOVANNI MAGGIORE

“Nel settore della manutenzione e sicurezza delle tecnologie per la salute il nostro Paese sconta un ritardo culturale enorme, con risposte organizzative non adeguate, livelli di obsolescenza preoccupanti e con un divario tra Nord e Sud davvero imbarazzante. È arrivato il momento di stringere un patto chiaro tra Istituzioni e ingegneri clinici per rilanciare la sanità delle competenze e della sicurezza”: è quanto affermato da Michela Rostan, vicepresidente della XII Commissione Sanità della Camera intervenendo a Napoli al Meeting dell’Associazione Nazionale Ingegneri Clinici (AIIC) dedicato alla sicurezza delle apparecchiature tecnologiche del Servizio Sanitario Nazionale.
“La sicurezza dei cittadini e dei pazienti, la tutela e la prevenzione sono attenzioni e valori che guidano la mia attività politica ed è per questo che ho voluto partecipare a questo Meeting AIIC”, ha detto l’onorevole Rostan di fronte ad oltre 300 esperti ed operatori, “E quando parlo di ‘patto istituzionale e professionale’ mi riferisco ad un percorso che preveda prima di tutto il riconoscimento alto della professionalità specifica, perché l’ingegnere clinico e biomedico deve diventare una risorsa strategica dal punto di vista della manutenzione e sviluppo delle tecnologie. Una risorsa che contribuisca al controllo delle apparecchiature elettromedicali, ma che sia anche parte integrante dell’erogazione dei Lea, ponendo barriere agli effetti negativi della spending review”
IMG_20181026_101856
IMG_20181026_115521