

GLI INGEGNERI CLINICI E LEGGE DELEGA DI REVISIONE DEL SSN
Di UMBERTO NOCCO
Presidente AIIC
Cari colleghi, queste mie note si aprono con un “ovvio” augurio per un 2026 ricco di soddisfazioni personali ed associative per AIIC e per ogni ingegnere clinico italiano, ben sapendo – ce lo siamo detto anche in conclusione del Meeting di Taranto – che sarà un’annata intensa. Ad agosto il PNRR conclude la sua fase implementativa e già sappiamo che non potremo abbassare l’attenzione non solo sulle abituali nostre competenze, ruoli e responsabilità, ma anche nei confronti di quelle tante apparecchiature medio-piccole verso cui rischiano (gli altri) di non avere concentrazione specifica.
Però in questo inizio d’anno intendo richiamare l’attenzione di tutta la comunità degli ingegneri clinici verso l’approvazione (avvenuta la settimana scorsa) dello Schema di disegno di Legge Delega per la riorganizzazione del Servizio Sanitario Nazionale. A metà gennaio il ministro Orazio Schillaci ha infatti visto il Consiglio dei Ministri apporre la sua firma sul testo legislativo presentato da lui stesso (SCHEMA DI DISEGNO DI LEGGE RECANTE DELEGA AL GOVERNO PER L’ADOZIONE DI MISURE IN MATERIA DI RIORGANIZZAZIONE E POTENZIAMENTO DELL’ASSISTENZA TERRITORIALE E OSPEDALIERA E REVISIONE DEL MODELLO ORGANIZZATIVO DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE). Abbiamo avuto così la chiara percezione di essere all’inizio di un anno cruciale per la sanità italiana. Lo Schema si presenta infatti come “integrazione e revisione del modello organizzativo di cui al decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, relativo al Servizio Sanitario Nazionale (SSN), istituito con la legge 23 dicembre 1978, n. 833” e questo già indica (almeno nelle aspettative) la portata della Legge delega e dei Decreti legislativi che andranno poi a declinarla.
La Legge delega si compone di tre articoli, al cui interno emerge l’Articolo 2, che precisa il contesto dei suoi principi e criteri. I principi che la nostra professione deve analizzare e seguire con puntualità probabilmente sono: potenziare il livello di integrazione tra ospedale e territorio (art.2-1,a); aggiornare la classificazione delle strutture ospedaliere, contemplando gli ospedali di terzo livello, corrispondenti alle strutture ospedaliere di eccellenza a livello nazionale (art.2-1,b); definire il ruolo delle buone pratiche clinico-assistenziali e organizzative (art. 2-1.f); garantire la qualità e l’interoperabilità dei sistemi informativi, garantendo l’integrazione con i sistemi digitali nazionali e regionali di sanità elettronica e l’adesione a programmi di sanità predittiva, personalizzata e di prossimità, anche nell’ambito dell’Ecosistema Dati Sanitari (art.2-1,n).
E’ chiaro che il testo della Legge delega identifica “il territorio” complessivo in cui si dovranno sviluppare i Decreti legislativi entro l’anno in corso, ma appare chiaro – e questo non è un giudizio di merito -che l‘approccio complessivo prevede di “mettere le mani sull’intero SSN” per apportare miglioramenti di sistema, e non solo “occasionali aggiustamenti”. Ci sembra in questo panorama particolarmente rilevante quel richiamo all’obiettivo di garantire qualità e interoperabilità dei dati nella logica dell’ecosistema, una formulazione particolarmente vicina a quella che abbiamo posto al centro del nostro Convegno 2024 (“Cronicità, territorio, prossimità: costruiamo l’ecosistema digitale”, Roma). Il mio invito personale è che ognuno di noi, per il ruolo e la responsabilità che gli compete, segua da vicino lo sviluppo del percorso del legislatore. Personalmente e con tutto il Direttivo AIIC cercheremo di far giungere i nostri messaggi professionali ed associativi a quei livelli politici, parlamentari ed istituzionali che dovranno declinare i principi indicati in norme stringenti per rinnovare il nostro Servizio Sanitario.